Le 15 catastrofi petrolifere più gravi mai avvenute

18 Febbraio 2026

Gli sversamenti di petrolio sono tra i disastri ambientali più devastanti, in grado di causare danni duraturi agli ecosistemi marini, alla fauna selvatica e alle comunità costiere. Nel corso dell’ultimo secolo, diversi sversamenti famosi hanno lasciato cicatrici permanenti sui nostri oceani: alcuni sono stati i più grandi mai registrati, altri si distinguono per l’enorme impatto ecologico o umano.

In questo articolo presentiamo un elenco dei peggiori sversamenti di petrolio documentati nella storia. Ogni sezione include la causa, il tipo di petrolio, la quantità sversata, le operazioni di contenimento, l’impatto ambientale e le ragioni per cui l’evento è ricordato tra i più famosi. Questi casi dimostrano anche l’importanza di adottare adeguate soluzioni per la bonifica degli sversamenti di petrolio, al fine di ridurre al minimo i danni.

15. Sanchi, Mar Cinese Orientale, gennaio 2018

Volume sversato: circa 1 milione di barili di condensato

Il disastro del Sanchi fu causato dalla collisione tra una petroliera iraniana che trasportava condensato di gas naturale e una nave cargo. Il condensato bruciò per oltre una settimana prima che la nave affondasse, riversando il suo carico nel Mar Cinese Orientale. Sebbene il volume fosse inferiore rispetto ad altri grandi sversamenti, la natura altamente tossica del condensato rese l’incidente particolarmente pericoloso per la vita marina.

L’evaporazione rapida ridusse le chiazze superficiali, ma i composti tossici si sciolsero nella colonna d’acqua, danneggiando pesci, plancton e altre specie. Tappeti assorbenti e panni assorbenti per petrolio moderni sono strumenti fondamentali per mitigare tali incidenti, permettendo un contenimento e una bonifica più efficaci. Il caso Sanchi ricorda che i peggiori sversamenti non sono sempre i più grandi per volume: la composizione chimica e la posizione sono fattori altrettanto critici.

14. Piattaforma Nowruz Field, Golfo Persico, febbraio 1983

Volume sversato: circa 80 milioni di galloni

Lo sversamento di Nowruz Field avvenne durante la guerra Iran-Iraq, quando una piattaforma petrolifera offshore fu danneggiata da una collisione con una nave cisterna e successivamente colpita da bombardamenti aerei. Le condizioni belliche impedirono riparazioni tempestive, e il greggio continuò a fuoriuscire nel Golfo Persico per oltre sette mesi.

Questo disastro, tra i più grandi sversamenti di petrolio della storia, uccise migliaia di uccelli marini e mammiferi e contaminò barriere coralline e aree di pesca. Le squadre di bonifica operarono in condizioni di estrema pericolosità, rendendo la gestione dell’evento una delle più complesse mai affrontate. L’incidente evidenzia i devastanti effetti degli sversamenti di petrolio sugli oceani.

13. Sea Star, Golfo di Oman, dicembre 1972

Volume sversato: circa 35 milioni di galloni

Lo sversamento della Sea Star iniziò quando la petroliera sudcoreana collise con una nave brasiliana nel Golfo di Oman. L’impatto causò incendi e una massiccia perdita di petrolio prima che la nave affondasse. Nonostante l’evento sia avvenuto in mare aperto, lo sversamento danneggiò gravemente la pesca regionale e le popolazioni di uccelli marini. 

È ricordato tra i più gravi sversamenti di petrolio per la combinazione di collisione, incendio e perdita massiva, che illustra i rischi delle rotte marittime congestionate. Le operazioni di bonifica furono ostacolate dall’isolamento geografico e dalle correnti che dispersero l’olio su un’area vastissima. L’incidente sottolinea l’importanza delle calze assorbenti nelle operazioni di risposta.

12. MT Haven, Genova, Italia, aprile 1991

Volume sversato: circa 45 milioni di galloni

La petroliera cipriota MT Haven esplose al largo di Genova durante lo scarico di greggio. Le fiamme durarono tre giorni prima che la nave affondasse, continuando a perdere petrolio per mesi. Lo sversamento, uno dei peggiori nel Mediterraneo, contaminò decine di chilometri di costa e distrusse le economie locali basate su pesca e turismo.

Le operazioni di bonifica impiegarono skimmer, panne galleggianti e pulizia manuale delle spiagge, ma le perdite dal relitto prolungarono i danni ambientali. Il disastro della Haven evidenziò la vulnerabilità dei mari semi-chiusi, dove il limitato ricambio d’acqua amplifica gli effetti ecologici. In questi contesti, le mop assorbenti per petrolio avrebbero potuto svolgere un ruolo importante nella pulizia delle coste.

11. Fiume Kolva, Repubblica dei Komi, Russia, ottobre 1994

Volume sversato: circa 84 milioni di galloni

Causato dalla rottura di un oleodotto, lo sversamento del fiume Kolva è uno dei più grandi avvenuti in acque dolci. Per otto mesi il greggio fuoriuscì contaminando fiumi, affluenti e zone umide prima dell’avvio della bonifica. Le rigide condizioni artiche ritardarono il contenimento, permettendo al petrolio di infiltrarsi nel suolo e nelle falde.

L’evento distrusse habitat ittici, inquinò le fonti d’acqua potabile e danneggiò l’economia locale basata sull’allevamento delle renne. Sebbene meno noto rispetto agli sversamenti marini, il caso Kolva dimostra quanto gravi possano essere gli sversamenti in ambienti interni e remoti. Il monitoraggio a lungo termine ha rivelato che i residui di petrolio sono rimasti nei sedimenti per anni, continuando a danneggiare la fauna selvatica. Questo sversamento mette in evidenza le difficoltà legate al luogo in cui avvengono gli sversamenti di petrolio, comprese le aree d’acqua dolce e quelle remote.

10. Amoco Cadiz, Bretagna, Francia – marzo 1978

Volume sversato: circa 69 milioni di galloni

Il disastro dell’Amoco Cadiz avvenne quando la superpetroliera si incagliò durante una tempesta al largo delle coste della Bretagna, in Francia, riversando in mare l’intero carico di greggio leggero e di carburante di bordo. La marea nera devastò oltre 300 chilometri di costa, uccidendo milioni di molluschi, crostacei e pesci, e distruggendo le ostriche e la pesca locale. Migliaia di uccelli marini morirono, e l’industria ittica impiegò anni per riprendersi. 

Considerato uno dei peggiori sversamenti della storia, l’evento portò a lunghe battaglie legali tra il governo francese e l’armatore della nave, e stimolò cambiamenti internazionali nella progettazione delle petroliere e nelle rotte di navigazione. L’Amoco Cadiz rimane un caso di studio di come gli sversamenti di petrolio possano paralizzare interi ecosistemi e economie costiere per decenni, mostrando i duraturi effetti degli sversamenti in ambienti marini

9. Castillo de Bellver, Baia di Saldanha, Sudafrica – agosto 1983

Volume sversato: circa 79 milioni di galloni

La petroliera spagnola Castillo de Bellver, carica di greggio leggero, prese fuoco e si spezzò al largo della costa del Sudafrica. La maggior parte del petrolio bruciò, ma circa 50 milioni di galloni di petrolio finirono in mare, diffondendosi nell’Oceano Atlantico. La chiazza di petrolio si diffuse ampiamente, uccidendo uccelli marini e contaminando gli habitat oceanici. Le correnti trasportarono gran parte del petrolio lontano dalla costa, riducendo i danni diretti alle zone litoranee, ma causando comunque gravi effetti a lungo termine sugli ecosistemi pelagici.

L’incidente è ricordato tra i più famosi per la combinazione di incendio, esplosione e perdita di petrolio su larga scala, dimostrando i molteplici rischi legati al trasporto di greggio. Le autorità sudafricane affrontarono enormi difficoltà nel coordinare le operazioni di risposta in mare aperto, sottolineando l’importanza della preparazione nelle rotte marittime ad alta densità di petroliere. Il disastro dimostrò come le barriere per il contenimento del petrolio possano essere strumenti fondamentali, anche quando la presenza di incendi rende le operazioni di intervento più complesse

8. Odyssey, al largo della Nuova Scozia, Canada – novembre 1988

Volume sversato: circa 43 milioni di galloni

Quando la petroliera liberiana Odyssey si spezzò durante una tempesta a circa 1.100 km dalla costa canadese, milioni di galloni di greggio finirono nell’Atlantico del Nord. Le onde alte e i venti forti resero impossibile qualsiasi intervento di contenimento, e lo sversamento, considerato tra i peggiori sversamenti da una petroliera, fu disperso dal mare in tempesta.

Sebbene il petrolio non raggiunse le coste, l’impatto sull’ecosistema oceanico fu grave, con la morte di numerosi uccelli marini e pesci. Lo sversamento dell’Odyssey mette in evidenza un problema ricorrente nei grandi disastri petroliferi in mare: anche quando il petrolio non raggiunge le coste, può comunque devastare gli ecosistemi marini. Il disastro ha inoltre evidenziato le difficoltà di organizzare una risposta d’emergenza in condizioni meteorologiche estreme e lontano dalle infrastrutture portuali. Lo sversamento dell’Odyssey rimane un caso di studio fondamentale nella gestione degli sversamenti di petrolio in ambiente marittimo.

7. ABT Summer, al largo dell’Angola – maggio 1991

Volume sversato: circa 80 milioni di galloni

La petroliera liberiana ABT Summer, che trasportava greggio iraniano, esplose e prese fuoco a circa 1.400 km dalla costa dell’Angola. Lo sversamento, tra i più vasti mai registrati, produsse chiazze di petrolio in fiamme che si estendevano per oltre 200 km². Dopo l’abbandono della nave da parte dell’equipaggio, il relitto affondò, continuando a perdere petrolio per diversi giorni.

La distanza dalla costa ci furono limitati danni diretti agli ecosistemi costieri, ma la fauna marina pelagica subì forti perdite. L’assenza di una risposta immediata, dovuta all’isolamento dell’area, portò a una dispersione incontrollata del greggio. L’evento dimostra la necessità di dotare le navi di kit per sversamenti di petrolio, essenziali per intervenire tempestivamente in mare aperto.

6. Valle di Fergana (Mingbulak), Uzbekistan – marzo 1992

Volume sversato: circa 87 milioni di galloni

Uno dei più gravi sversamenti di petrolio su terraferma avvenne nella valle di Fergana, in Uzbekistan, quando un’eruzione incontrollata del pozzo di Mingbulak provocò un enorme incendio, durato oltre due mesi. Gran parte del greggio si raccolse in un bacino di contenimento, ma grandi quantità si infiltrarono nel suolo e nei corsi d’acqua circostanti.

Le operazioni di contenimento furono ostacolate dal freddo estremo e dal rischio di nuove esplosioni. Sebbene lontano dal mare, l’incidente causò un’estesa contaminazione dei fiumi e dei terreni agricoli, con la morte del bestiame e gravi perdite per l’agricoltura.

5. Exxon Valdez, Prince William Sound, Alaska – marzo 1989

Volume sversato: circa 11 milioni di galloni

Tra i peggiori disastri ambientali degli Stati Uniti, lo sversamento dell’Exxon Valdez avvenne quando la petroliera urtò la scogliera di Bligh Reef, riversando milioni di galloni di greggio nelle acque incontaminate dell’Alaska. Le difficili condizioni climatiche e l’isolamento geografico impedirono un contenimento rapido, e la marea nera raggiunse oltre 2.000 km di costa.

Morirono circa 250.000 uccelli marini, 2.800 lontre di mare, 300 foche e miliardi di uova di salmone e aringa. Le operazioni di bonifica impiegarono metodi manuali, lavaggi ad alta pressione, skimmer e disperdenti chimici, ma i residui di petrolio persistettero per decenni.

Questo incidente rappresentò un punto di svolta nella legislazione marittima degli Stati Uniti, portando all’emanazione dell’Oil Pollution Act del 1990, e rimane uno dei più famosi sversamenti di petrolio per i suoi profondi impatti ecologici, economici e giuridici. Inoltre, contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sugli effetti degli sversamenti di petrolio sugli animali e sulla fragilità dell’ecosistema artico.

4. Atlantic Empress, al largo di Trinidad e Tobago – luglio 1979

Volume sversato: circa 90 milioni di galloni

La collisione tra due superpetroliere cariche, Atlantic Empress e Aegean Captain, durante una tempesta tropicale causò il più grande sversamento di petrolio derivante da una nave nella storia. Gli incendi su entrambe le imbarcazioni complicarono il contenimento. La Atlantic Empress continuò a bruciare e a perdere petrolio per due settimane prima di affondare.

Lo sversamento avvenne al largo, il che ridusse la contaminazione immediata delle coste, ma causò comunque gravi danni alla vita marina dell’oceano aperto. Le forti correnti dispersero ampiamente il greggio, colpendo pesci, uccelli marini e altre specie pelagiche.

Il disastro è spesso citato tra i principali sversamenti di petrolio per l’enorme volume di greggio disperso, l’elevata visibilità mediatica e le difficoltà logistiche legate alla gestione di petroliere in fiamme in mare. Rimane un monito sui rischi connessi al trasporto marittimo di petrolio in condizioni meteorologiche estreme e ha sottolineato la necessità di disporre di efficienti skimmer per il recupero del petrolio in acque libere.

3. Ixtoc I, Golfo del Messico – giugno 1979

Volume sversato: circa 140 milioni di galloni

Lo sversamento dell’Ixtoc I avvenne a seguito di un’eruzione incontrollata in un pozzo esplorativo della compagnia PEMEX al largo di Campeche, in Messico, che provocò la fuoriuscita di greggio per quasi nove mesi consecutivi. Il disastro è considerato tra i peggiori sversamenti di petrolio al mondo e nel Golfo del Messico. I tentativi di chiudere il pozzo furono ripetutamente ostacolati da guasti alle attrezzature e da forti correnti marine, che diffusero la chiazza lungo le coste del Messico e degli Stati Uniti.

I metodi di contenimento adottati includevano barriere galleggianti, skimmer e l’uso di disperdenti chimici, ma grandi quantità di petrolio raggiunsero comunque le spiagge del Texas. I danni ambientali furono estesi: morirono uccelli marini, tartarughe di mare e furono compromesse le popolazioni di gamberi e pesci, fondamentali per l’economia regionale.

La lunga durata dell’incidente rende l’Ixtoc I uno dei più grandi sversamenti di petrolio della storia e un caso di studio sulle difficoltà di gestione dei blowout in acque profonde. Durante questo e successivi incidenti furono testati innovativi materiali assorbenti per la bonifica del petrolio.

2. Deepwater Horizon, Golfo del Messico – aprile 2010

Volume sversato: circa 210 milioni di galloni

Spesso citato tra i più noti disastri petroliferi, l’incidente della Deepwater Horizon ebbe inizio con un’esplosione sulla piattaforma offshore della BP, che causò la morte di 11 operai e un’eruzione incontrollata del pozzo. Il greggio fuoriuscì dalla testa del pozzo, situata a quasi 1.600 metri di profondità, per 87 giorni consecutivi. Al culmine dell’emergenza, la chiazza copriva migliaia di chilometri quadrati nel Golfo del Messico, colpendo spiagge, zone umide e estuari.

Le operazioni di contenimento includevano la chiusura del pozzo, skimming, incendi controllati e l’uso di disperdenti chimici. L’impatto sulla fauna marina fu enorme: oltre 100.000 uccelli marini, migliaia di tartarughe e innumerevoli pesci morirono. Le conseguenze economiche per la pesca e il turismo del Golfo  furono gravissime.

L’evento è considerato il peggior sversamento di petrolio nella storia degli Stati Uniti, sia per l’entità dei danni che per la sua durata, e ha contribuito a ridefinire le normative sulle perforazioni offshore. Questo disastro sottolinea l’importanza della prevenzione degli sversamenti di petrolio nelle attività di trivellazione in mare.

1. Sversamento del Golfo Persico – Guerra del Golfo, gennaio 1991

Volume sversato: circa 240–336 milioni di galloni

Il più grande sversamento di petrolio della storia avvenne durante la Guerra del Golfo, quando le forze irachene rilasciarono deliberatamente enormi quantità di petrolio nel Golfo Persico per impedire un assalto anfibio da parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Il petrolio proveniva da petroliere e terminali costieri, formando una chiazza di oltre 10.000 km².

Il contenimento fu quasi impossibile a causa del conflitto in corso, e il petrolio soffocò gli habitat costieri, uccidendo migliaia di uccelli marini, pesci e mammiferi. Le conseguenze politiche e ambientali resero questo evento non solo il più vasto sversamento mai registrato, ma anche un simbolo della devastazione ambientale causata dai conflitti armati. L’incidente evidenziò la necessità di disporre di strategie di contenimento secondarie, essenziali per limitare la diffusione del petrolio durante le emergenze.

L’importanza delle nuove tecnologie nel ridurre l’impatto ambientale degli sversamenti di petrolio

Innovazioni come FoamFlex, sviluppata da Test 1 Solutions, stanno rivoluzionando le soluzioni antisversamento di petrolio. FoamFlex è una schiuma polimerica brevettata, capace di assorbire fino a 34 volte il proprio peso in idrocarburi, respingendo oltre il 95% dell’acqua e permettendo quindi il recupero del petrolio senza contaminare l’acqua stessa. Estremamente efficiente, può essere strizzata e riutilizzata più di 200 volte, riducendo in modo significativo i rifiuti e i costi operativi rispetto ai materiali assorbenti monouso. Si tratta di una soluzione riutilizzabile, adatta a un’ampia gamma di scenari: da piccole perdite industriali quotidiane a grandi disastri marini. La rapidità di assorbimento e la riutilizzabilità di FoamFlex consentono interventi tempestivi, minori volumi di rifiuti e un impatto ambientale ridotto.

Tabella riepilogativa dei più grandi sversamenti di petrolio

(Da aggiungere in fase di pubblicazione)

FAQ

Qual è il peggior sversamento di petrolio nella storia degli Stati Uniti?

Il disastro della Deepwater Horizon è il più grande sversamento mai avvenuto in acque statunitensi, con oltre 210 milioni di galloni di greggio dispersi. Ha contaminato più di 2.000 km di costa e causato la morte di centinaia di migliaia di animali marini. Tracce di petrolio sono ancora rilevabili nei sedimenti profondi del Golfo, più di un decennio dopo.

Qual è stato il peggior sversamento di petrolio causato da un disastro naturale?

Lo sversamento del campo Nowruz fu fortemente influenzato dai danni di guerra e da fattori ambientali. Gli attacchi militari durante la guerra Iran-Iraq danneggiarono la piattaforma, e il mare agitato ostacolò le operazioni di contenimento. La fuoriuscita continuò per mesi, diffondendo il petrolio attraverso gli ecosistemi sensibili del Golfo Persico.

Qual è stato il peggior sversamento di petrolio causato da negligenza umana?

Gli incidenti dell’Exxon Valdez e della Deepwater Horizon sono esempi emblematici, nei quali gli errori umani ebbero un ruolo determinante. Decisioni sbagliate, carenze nelle misure di sicurezza e una pianificazione d’emergenza inadeguata contribuirono a entrambi i disastri. Questi eventi portarono a importanti riforme normative e a regolamentazioni ambientali più rigorose in tutto il mondo.

Qual è stato lo sversamento di petrolio più duraturo della storia?

Lo sversamento dell’Ixtoc I durò circa nove mesi prima che il pozzo venisse sigillato. I numerosi tentativi falliti di bloccare la perdita prolungarono il disastro, causando la fuoriuscita di circa 140 milioni di galloni di greggio nel Golfo del Messico. Questo caso rimane un punto di riferimento per il miglioramento delle procedure di prevenzione dei blowout e della sicurezza nelle trivellazioni in acque profonde.

Bibliografia

NOAA Office of Response and Restoration – Largest Oil Spills Affecting U.S. Waters
Encyclopaedia Britannica – 9 Biggest Oil Spills in History
Treehugger – The Largest Oil Spills in History
Wikipedia – List of Oil Spills
Oceana – Top 5 Worst Oil Spills in History

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